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"L'Arrache Coeur"

CON
CAROLE
VENTURA

LUCI
OSVALDO ZAPATA

MUSICA
SOPHIE SAVOIE

PRODUTTORE
STEFANO COLUCCINI

SPECIAL THANKS
ENZO / JESUS GARCES LAMBERT

CONTATTI
Tel.338.2618293
ventura.carole@gmail.com
visita il sito della Cicala dedicato al festival di Boris Vian
www.gruppocicala.com/cose/vian



Scarica il progetto dello spettacolo L'ARRACHE COEUR in pdf (256kb)


Scarica il comunicato del Festival Vian in word
GRUPPO CICALA
presenta

LO STRAPPACUORE

SPETTACOLO TEATRALE, OMAGGIO A BORIS VIAN
50 anni dopo la sua scomparsa



photo Elisa Guerrieri

L'AUTORE

Boris Vian è uno dei più grandi romanzieri francesi del 900. Occupa uno spazio invidiabile nella letteratura, là dove la gioventù viene per dimenticare ciò che è proibito, là dove ridiamo e ci commuoviamo davanti ad un mondo incredibile che si disegna dietro ogni parola. Nessun lettore de “La Schiuma dei giorni” può dimenticarsi dell’invenzione geniale del pianocktail e della pianta che cresce nel corpo di Chloé. Nessun lettore di Vian può dimenticarsi del suo universo crudele, surreale e pieno di umorismo. Vian fa parte di questi rari autori che ci prestano i loro occhi per vedere il mondo e riderne per goderne.
Morto a 39 anni, Boris Vian ha vissuto la sua breve esistenza in un'attività frenetica, impegnandosi nei lavori più disparati: ingegnere, solista e critico di jazz, attore e cantautore, inventore di strani apparecchi meccanici, soggettista cinematografico, narratore e commediografo, esperto di fantascienza e di pornografia. Personaggio in vista negli ambienti dell'esistenzialismo parigino, Boris Vian ha scritto cinque romanzi con toni di umorismo surreale e di satira. Ha pubblicato novelle, fiabe e quattro lavori teatrali, tecnicamente vicini all'opera di Jarry e Ionesco. Martin Esslin lo pose tra gli esponenti di spicco del teatro dell'assurdo e Margherita Muratore lo descrive così: “Un fascinoso impasto di tenerezza e di protesta, di gentilezza e intransigenza. Un paradossale burattino tragicomico, che non appartiene a nessuna corrente, a nessun "ismo", che scrisse un'opera che non ha nessuna formula semplice e fissa, nessuna analogia … Un concentrato di tenerezza e violenza, lacrime e sorrisi, scherzo irriverente e profonda sagacia”.
Vian non dà soluzioni miracolose, non tira somme. Non dà risposte ai problemi ma li espone
chiaramente. Fu un testimone attento. Usò l'umorismo e il ridicolo che non vuol dire uccidere il re ma far vedere che era nudo. Il suo disgusto per la generalizzazione l'ha portato a preferire la felicità dell'individuo. Doddy in "Les bâtisseurs d'Empire" diceva: "Sono convinta, a pensarci bene, che l'esempio è la guida migliore. Non bisogna pensare gli uomini. Bisogna pensare Lazuli ou Wolf". E noi pensiamo che, nel mondo di oggi dove i media e l’informazione ci allontanano dalla cultura, Vian è una voce da ascoltare, una voce verso il piacere di leggere e la riscoperta del Verbo, una fortuna per i giovanni.






Carole Ventura

DESCRIZIONE DELLO SPETTACOLO

Partito dall’idea di scrivere un romanzo sul rapporto madre-figli, Boris Vian finisce col mettere in scena nel suo “Lo strappacuore”, tra comicità e humour nero, le diverse modalità con cui quotidianamente la nostra società sopprime la gioia di vivere e la capacità di amare trasformando l’istinto materno in comportamento animale. In un crescendo di comicità e situazioni paradossali, Lo strappacuore descrive in termini quanto mai attuali il disagio di vivere e la difficoltà di rapporti tra gli esseri umani. E’ la storia dei nostri desideri, dove ogni amore nasconde dell’odio, dove gli uomini sognano di navi e le donne di muraglie.
Il desiderio di lavorare ad un adattamento teatrale de Lo strappacuore nasce innanzitutto dalla voglia di far conoscere il mondo straziante di Boris Vian. L’obiettivo è quello di mettere in scena una storia estrema eppure del tutto credibile, creando in uno spazio teatrale un mondo a sé dove vive Clémentine, personaggio buffo, inquietante, nonché delirante e ciecamente capace di inusuali atrocità: un mondo che è fondamentalmente infantile, perché l'iconoclasta Boris Vian in fondo non è altro che l'anima ancora pura e incontaminata dell'infanzia. Clémentine commette delle atrocità perché come una bambina si lascia sopraffare dalle sue paure e dai suoi desideri.
Lo spettacolo è dunque un viaggio nel romanzo di Vian raccontato dal punto di vista di Clémentine, una madre che si lascia facilmente travolgere dalle sue inquietudini e immagina tutte le catastrofe più assurde che potrebbero ferire a morte i suoi tre figlioli « per prevederle, mica si crogiolain queste fantasticherie sanguinose”, o perlomeno lo spera … Convincendosi che potrà impedirli di crescere e proteggerli completamente del male, finisce però col essere travolta dalla sua propria immaginazione,e, paradossalmente, più il suo delirio è grande, più si avvicina alla felicità. Pensa l’impensabile e rende verosimile l’inverosimile costruendo, man mano che parla, le minuscole gabbie nelle quali verranno rinchiusi i tre fratellini e grazie alle quali le sue angosce svaniranno del tutto.
La pièce è strutturata in diverse scene nelle quali i bambini giocano soli e pronunciano formule magiche, mentre Clémentine si preoccupa, cerca delle soluzioni, si accanisce sulla sua cameriera come se fosse uno « Schmürz », si confida con Giacomorto e risponde ai dubbi che lui osa sottoporle.
Giacomorto, protagonista del romanzo di Vian è nella pièce una presenza vuota, immobile, di vola in volta rassicurante e spaventosa. Alla ricerca di un anima, l’ombra di Giacomorto ascolta Clémentine, interroga i gemelli, si preoccupa per il delirio di Clémentine eppure gli procura il materiale necessario per rinchiudere i bambini.
I dialoghi di Joël, Noël e Citroën, innocenti, magici, ci trasportano nel mondo dell’infanzia nel quale la paura non esiste e dove volare senza ali è una semplice affare quotidiana.
Tutte queste scene che alternano pensieri solitari di Clémentine, dialoghi con Jacquemort e magiainfantile contribuiscono a ricreare il tragicomico, l’umorismo e la bellezza del romanzo di Vian.


photo Elisa Guerrieri


photo Elisa Guerrieri


photo Elisa Guerrieri