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07/08/09-GENNAIO-2005

"FRANCOIS ET LOUIS CANTANO PARIGI" Gli amanti della fisarmonica e delle canzoni parigine, hanno apprezzato durante tre sere al Wine Bar Venezia di Viterbo il repertorio di "chansons" interpretate da ANTOINE MORY e LAURENT MARION. Un viaggio che parte dalla Parigi degli anni cinquanta fino ad arrivare a quella odierna, attraverso canzoni come: "La Java bleue", "A' bicyclette", "Le temps des cerises" e molte altre. In atmosfere da bistrot di altri tempi, di interpretazioni passionali e sentite.
Antoine Mory e Laurent Marion si esibivano per la prima volta in Italia.
FRANCOIS ET LOUIS
CANTANO PARIGI

CON
ANTOINE MORY
LAURENT MARION
antoinemory@9online.fr
laurentmarion@noos.fr
tel.++33143543302

Les feuilles mortes – Le foglie morte
Yves Montand

L’amore se ne va spesso in autuno a Parigi. Il clima è troppo freddo per i baci invernali.
Le foglie degli alberi, che vedono ogni giorno l’amore volare via verso paesi lontani e misteriosi, decidono allora di cadere, per permettere all’amore che scappa di raggiungere prima il cielo.

A bicyclette - In bicicletta
Yves Montand

Ieri come oggi, a Parigi come altrove, ogni uomo da sempre, ha dato del suo meglio per sedurre la donna del proprio cuore.
A Parigi, le passegiate in bicicletta lungo la Senna, erano un divertimento molto apprezzato dalle ragazze. Si andava fino a Nogent, Saint-Cloud, Joinville…e i ragazzi cercavano di approfittare di questi posti romantici lontani dalla folla parigina, per dichiarare la loro fiamma.
Però, per alcuni di loro, meno sportivi degli altri, era avvolte difficile andare in bicicletta fino a Nogent… E quando la propria amata era una campionessa di ciclismo, era ancora più difficile parlare d’amore senza perdere il fiatto…

La java bleue - La giava blu
Fréhel

A Saint-Germain-des-Prés, nessuno mancava il “bal-musette”. La giava blu era il grande momento di questo ballo popolare, durante il quale i “cattivi ragazzi” facevano girare la testa delle ragazze borghesi. “Tante promesse, tanti giuramenti, fatti nella follia dell’attimo. Ma questi giuramenti, pieni d’amore, tutti sanno bene che non saranno mantenuti per sempre…”

L’Amant de Saint-Jean
L’Amante di Saint-Jean
Lucienne Delyle

Tutti ? No. C’era sempre una ragazza più dolce, più ingenua delle altre, che si innamorava di un tipo, bell’ uomo e “beau parleur”. Per lei, era l’uomo più bello della festa di San Giovanni. Ma per l’Amante di Saint-Jean, la povera ragazza era solo una preda in mezzo ad una giungla di gambe femminili…

L’accordéon pour les cons-
La fisarmonica per i fessi
Les Ogres de Barback

La fisarmonica è quello che rimane quando tutto svanisce. Con quel suono tipico, a volte grave a volte leggero, amaro e caldo, sembra arrivare dal passato. In questo modo, il respiro della fisarmonica ci da il fiato per esprimere tutto quello che, altrimenti, sarebbe rimasto dentro di noi.

L’accordéoniste - Il fisarmonicista
Edith Piaf

Il suono misterioso della fisarmonica ci fa tornare al passato, a Parigi… Era il tempo dei “petits formats”, spartiti musicali che venivano distribuiti dai cantanti alla gente per strada. I passanti cantavano il ritornello e, alla fine della canzone, il coro effimero spariva e si scioglieva nella folla. A quel tempo, il fisarmonicista era l’amante della “fille de joie”, prostituta generosa. Ogni sera, dopo il concerto e la “gaudriole”, si ritrovavano e sognavano, insieme, immaginando il loro futuro. Però, non sapevano che il destino li avesse condannati alla sfortuna. Costretti a dare felicità alla gente senza mai essere felici...

Vesoul - Vesoul
Jacques Brel

A volte, lo sforzo fisico non bastava a raggiungere i propri scopi.
Per prima cosa, bisognava armarsi di pazienza. Così Jacques Brel scoprì tutti i posti più sconosciuti della Francia, seguendo i capricci della sua dolce metà.

Avril et toi - Aprile e te
Les Ogres de Barback

Tutto ha una fine. Anche le storie d’amore più belle. Una volta svanito l’amore, cosa rimane ? Un ricordo, più o meno preciso… Alcuni attimi di felicità, che non vogliono sparire nell’oblio, un marciapiede scivoloso, Aprile e te.

La foule - La folla
Edith Piaf

Ma questi balli erano anche teatro di autentiche storie d’amore. Tra la folla, accadeva che due giovani fossero spinti uno verso l’altra, da una danza pazzesca. La folla veniva allora illuminita da un’amore improvviso e intenso.
Amore da una sera, però, la “folle farandole” separava di nuovo gli amanti e li spingeva ognuno nella direzione opposta.